A Sinistra con Sicurezza

10 12 2007

Ecco un piccolo contributo alla discussione, da due giovani della Sinistra.


La sicurezza è sempre stato un cavallo di battaglia della destra, che riesce sempre a giocare sulla paura delle persone per portare avanti idee repressive e violente.

In queste situazioni infatti, la paura del diverso diventa il pensiero dominante, scaricando così tutte le colpe del disagio su qualcuno che ci sembra così lontano da noi.

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Appello per una sinistra unitaria, contro le derive repressive

10 12 2007

Il testo dell’appello per la discussione sui temi della sicurezza sociale…

VERSO GLI STATI GENERALI

Appello per una sinistra unitaria, contro le derive repressive

Abbiamo bisogno di una sinistra nuova, sociale, autonoma e aperta a chi vuole costruire un’alternativa al dominio dell’impresa, alla mercificazione delle nostre vite e all’organizzazione patriarcale della società. Pensiamo a una sinistra partecipata da soggetti e movimenti, reti e collettivi, ma anche da persone in carne ed ossa, singole e singoli, che stanno in soggetti già organizzati o che si riconoscono semplicemente nel progetto politico. Vogliamo una sinistra capace di mettere in luce le sue differenze, non per ricondurle a sintesi, ma per dialettizzarle e metterle a valore.

Attraverseremo gli Stati Generali delle sinistre di Milano con questo spirito, affinché il loro percorso di costruzione sia il più partecipato possibile. Intendiamo intraprendere, nei tempi a cui siamo costretti, un percorso di quei tanti e tante che non vogliono rimanere a guardare, ma diventare protagonisti per il cambiamento. Leggi il seguito di questo post »





Sul workshop «Metropoli, culture, convivenze»

5 12 2007

di Stefano Nutini (PRC-Se zona 4, Sinistra zona 4)

Ho partecipato alla sessione domenicale del gruppo di lavoro degli Stati generali milanesi su “Metropoli, culture, convivenze” e vorrei proporvi alcune riflessioni.

Innanzitutto, non sentirei come un limite il non aver prodotto un documento fatto e finito, come quello che gli altri gruppi hanno letto nella plenaria conclusiva; ho letto il resoconto che Eliana ha scritto per Socialpress nel quale il gruppo viene simpaticamente definito come “negligente”, e comunque ne viene data una lettura complessivamente positiva. Senza svalutare il lavoro degli altri gruppi, a me pare che il nostro abbia lavorato bene, e cercherò di spiegare perché.

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Il decalogo della convivenza

5 12 2007

Riportiamo qui il decalogo di Mohamed Ba, Senegalese, uno dei pochi migranti che ha partecipato ai lavori del workshop su Metropoli Culture e Convivenza.

  1. Non avrai altro io all’infuori di te
  2. Non nominare la nazionalità degli altri invano
  3. Ricordati di valorizzare le feste di tutte le culture presenti nella tua città
  4. Onora la memoria dei tuoi nonni e raccontala ai tuoi ospiti
  5. Non uccidere le differenze, sono la ricchezza dell’umanità
  6. Non imporre il tuo punto di vista, accogli spontaneamente quello degli altri
  7. Non rubare la parola agli altri, prima di tutto ascoltali
  8. Non testimoniare su popoli e culture di cui sai poco o per sentito dire
  9. Non desiderare solo la cultura degli altri, rischieresti l’esotismo e la dispersione
  10. Non desiderare solo la tua cultura rischieresti la solitudine e la tristezza




La violenza contro le donne priorità della politica

4 12 2007

Gli Stati Generali Milanesi, in questo importante percorso della sinistra che si avvia a diventare “unita e plurale”, mettono al centro il valore di una pratica politica quotidiana che affermi il rifiuto del dominio di un sesso sull’altro, nella fattispecie del sesso maschile su quello femminile, e renda possibile l’impegno per la costruzione di un‘alternativa di società basata sulla condivisione e sul reciproco riconoscimento.

La cronaca riporta, in un crescendo spaventoso, fatti di violenza sessuale, sessuata sul e contro il corpo delle donne.

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Chiese e cultura nell’Italia di oggi – Un contributo protestante

2 12 2007

Il cammino ecumenico tra protestanti e cattolici degli ultimi decenni è caratterizzato da due elementi, che appaiono particolarmente evidenti dall’osservatorio italiano, ma che hanno una portata più generale.

Da un lato, i contatti a livello di base si sono, se non moltiplicati, consolidati. Le nostre chiese, pur non senza difficoltà, perplessità e a tratti resistenze, hanno inserito l’ecumenismo tra le loro priorità, investendovi passione ed energie. Per quanto riguarda il cattolicesimo italiano, il confronto con i protestanti non costituisce in generale una priorità, per evidenti ragioni sociologiche.

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