A Sinistra con Sicurezza

10 12 2007

Ecco un piccolo contributo alla discussione, da due giovani della Sinistra.


La sicurezza è sempre stato un cavallo di battaglia della destra, che riesce sempre a giocare sulla paura delle persone per portare avanti idee repressive e violente.

In queste situazioni infatti, la paura del diverso diventa il pensiero dominante, scaricando così tutte le colpe del disagio su qualcuno che ci sembra così lontano da noi.

D’altra parte, non si può nemmeno pensare di negare il problema. Le risposte che la Sinistra tende a dare spostano il punto di vista, facendo notare che buona parte delle violenze hanno per protagonisti persone uguali a noi tutti.

Se da un lato, questo atteggiamento non alimenta la paura del diverso, dall’altro viene percepito come un modo per non affrontare il problema, provocando rabbia nelle persone che non si sentono tutelate.


Quindi, la prima cosa che dovrebbe dire la Sinistra è che il problema Sicurezza esiste, e non è solo la destra ad occuparsene. Anzi, proprio per la sua natura di rappresentanza delle fasce più deboli, la Sicurezza è un problema prioritario della Sinistra, forse più che per chiunque altro.

E’ ovvio che ci si aspetti che sia lo Stato, con il potere della Legge, a proteggere i cittadini, e che il primo pensiero sia quello di poter avere sempre un agente delle forze dell’ordine al proprio fianco, un cavaliere pronto a difenderci in qualunque situazione.

Ma non è così che risolviamo realmente il problema. Non è la repressione delle forze dell’ordine che può rendere più sicuro questo paese. La Sinistra deve trovare una forma alternativa per rispondere alla necessità di sicurezza dei cittadini.


Ad esempio, sulla questione delle violenze commesse dai migranti, è inutile rispondere che in realtà sono i mariti la categoria responsabile di un maggior numero di crimini. Quello che conta, in questo caso, è anche la percezione, e bisogna quindi rompere innanzitutto l’equazione migrante uguale violento pericoloso.

Come? Confutando i dati sui reati commessi che molto spesso vengono manipolati ad arte. Trovare il capro espiatorio è sempre stato un sport molto popolare.

Inoltre, è indispensabile agevolare l’integrazione e il dialogo fra le diverse culture per abbattere le barriere che ci fanno percepire l’altro come “diverso” e che rendono possibili fenomeni di paura xenofoba.

Ma non basta. Bisogna rendersi conto che, se è vero che non tutti i migranti sono delinquenti, è anche vero che la nostra società crea nei migranti un disagio che favorisce una maggiore tendenza alla criminalità all’interno di questa comunità. Il rischio è che tutto questo si trasformi in una guerra tra poveri.


Questo introduce anche il problema del degrado delle periferie, zone scientificamente lasciate in balia degli eventi, create con la precisa volontà dei poteri forti per nascondere tutto quello che è meglio non vedere.

Questo ha portato a situazioni di degrado e di ghettizzazione tali che alcuni quartieri periferici vengono abbandonati nella speranza che implodano il più presto possibile. In queste condizioni i fenomeni violenti si sviluppano più facilmente e di certo non si può pensare di trovare una soluzione reale al problema Sicurezza. Risolvere la questione significa innanzitutto rendere ugualmente vivibili tutti i quartieri della città.


Non è possibile dunque che l’ondata repressiva coinvolga anche quei luoghi di aggregazione e cultura che molto spesso rappresentano l’unica possibilità di vivere pienamente il proprio quartiere. Inoltre, le trasformazioni metropolitane a cui abbiamo assistito negli ultimi anni tendono ad andare nella direzione opposta alla maggiore sicurezza, rendendo la città più scorrevole e meno vivibile, i luoghi non vengono pensati per essere vissuti affinché diventino luogo di socialità e quindi di sviluppo della cultura. La speranza infatti non può che risiedere nell’istruzione dei ragazzi e delle ragazze, che solo imparando a vivere insieme, valorizzando le differenze, possono costruire un futuro migliore.


La soluzione per affrontare il problema è quindi quella di non generalizzare e non banalizzare. Si deve prendere in seria considerazione i fenomeni di violenza che nascono all’interno di diverse comunità, il bullismo tra gli studenti, le violenze private nelle famiglie, la criminalità tra i migranti e la popolazione più povera, il danneggiamento della città nelle aree più degradate. Ci si deve impegnare a cercare le ragioni profonde che sono causa della nascita di questi fenomeni, che esistono e non devono essere risolti con una politica repressiva, che non raggiunge gli effetti desiderati, ma spesso peggiora la situazione. Lavorare per la soluzione del problema Sicurezza significa cominciare fin da subito con interventi sociali che abbiano l’obiettivo di migliorare la condizione di tutti, diminuendo il divario tra la popolazione, presente soprattutto nelle grandi città.

Non si può far finta che il problema Sicurezza non esista o che debba essere ridimensionato, è necessario affrontarlo immediatamente in tutti i suoi aspetti, senza ipocrisie, avendo una chiara visione globale e risolvendo i disagi sociali che ne sono causa.

Rimanendo a Sinistra con Sicurezza.



Matilde Accurso Liotta, giovani Sinistra Democratica, e Luca Tripeni Zanforlin, Giovani Comunisti (in futuro speriamo entrambi giovani della Sinistra)

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10 12 2007
JEANINE

Provo a scrivere qualche righe a proposito degli stati generali , il Tavolo Metropoli Culture Convivenza al quale ho partecipato, non sono intervenuta .. lo faccio adesso .
Convivenza ?? Come?

Riconoscimento dei “ diversi “( discriminati socialmente ) come persone e non come merci da sfruttare o peso morto per la società.
( migranti omosessuali tossicodipendenti diversamente abili anziani giovani , quelli che vivono sotto la soglia di povertà ..). le donne ?? che vorrebbero una città più vivibile

Strumenti legislativi : usare quelli esistenti, europei (sull’omofobia per esempio) e italiani( attuazione della Costituzione. Ci sarà il 60 anniversario della costituzione nel 2008) o proporne di nuovi . Fare uscire i migranti dalla clandestinità, dell’illegalità con l’abrogazione della Bossi –Fini ),)
diritto di cittadinanza – diritti civili
Diritti sociali ( lavoro e non nero o precario …, sanità, scuola , redito minimo ecc….)
compito della sinistra nelle istituzioni con mobilitazione dei cittadini.

Costruire relazioni sociali con le persone. Partire dalla conoscenza ed arrivare al riconoscimento ,al dissolvimento progressivo della paura ., alla sua sparizione ,
Bambini : asili scuole ,contatti iniziative per fare conoscere i bambini di paesi diversi . favole, giochi ,e reciprocamente
teatro , balli , cene …
luoghi di incontro : la casa dei migranti,luoghi di aggregazione per i giovani ( Manca a Milano ..)
Favorire i contatti con i diversi diversamente abili, contatti intergenerazionali ( anziani con i piccoli ..)
Informazione fare conoscere la realtà dei migranti, e non trasmettere un immagine criminalizzante( interventi sulla stampa,RAI??)
Promuovere emissioni culturali su paesi di origine : esempio ciclo di film, teatro…
Questo si può fare anche nella città.
campagna televisiva per combattere la xenofobia, omofobia ..
( ho visto 2 settimane fa in Francia alla TV, un film , in prima serata che raccontava la storia d’amore fra 2 omosessuali ..!! a q quando in Italia ??)
Pubblicità?? Pensare ad una campagna con manifesti slogan??
Contatti sul territorio , Coinvolgere la associazioni di migranti

A me piace la formula Convivenza è Sicurezza.Dobbiamo ribaltare l’egemonia culturale della destra .: praticare i valori della sinistra :l’uguaglianza , la libertà .la solidarietà ..

Le Case popolari mancano a Milano mentre il Comune fa gli interessi degli speculatori !! Problemi degli abusivi ricuperati dalla destra ..Fare un’iniziativa al livello milanese con tutta la Sinistra , gli istituzionali , i diversi comitati, i cittadini per promuovere una politica della casa ( cf tavolo ambiente e territorio)
Prevedere mentre si costruisce, una stanza comune nel condominio , a disposizione di tutti per favorire le relazioni .
Spazi per i giovani , piccoli ecc…. una casa delle donne …

Il terreno della sicurezza , siamo tutti d’accordo , è terreno privilegiato dei manipolatori politici della paura ,
sulla quale costruiscono consenso..Ed è ovvio come dobbiamo dare battaglia contro le politiche repressive .

Criticare le modalità di questi stati generali .., va bene ma fare proposte costruttive per andare avanti. Importanza della continuità del lavoro di questo tavolo che dovrebbe provare a coinvolgere , tutti , le associazioni o singoli che sono ancora fuori.
alla prossima riunione
a presto
jeanine carteau

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